Opporsi sempre e comunque

Credo che alla base di un atteggiamento palesemente senza senso debba necessariamente esserci una certa confusione. Non parlo esplicitamente di ignoranza nè di malafede, perché trovo semplicemente che non sia possibile.

A giudicare da qualche parere raccolto anche fra i miei colleghi di lavoro, sembra che ci sia una certa confusione fra i termini rigassificatore e inceneritore. Noto infatti che i due termini sono spesso scambiati, erroneamente.

Eppure bastano le due pagine di Wikipedia a capire la differenza.

Un inceneritore brucia i rifiuti, produce elettricità e scarichi tossici che possono essere più o meno filtrati bene (e per i quali è quanto meno comprensibile la protesta e l’opposizione a farsene costruire uno dietro casa).

Un rigassificatore serve invece a espandere il gas liquefatto per farlo tornare appunto allo stato gassoso, utilizzabile per l’utenza domestica o per produrre elettricità.

Opporsi quindi alla costruzione di un inceneritore ha senso, anche se l’energia che possono ricavare ci serve come il pane e quindi, avendo rinunciato ad avere un piano energetico serio, ora dobbiamo prendere tutto quello che capita.

Ma opporsi alla costruzione di un rigassificatore non ha alcun senso e anzi significa impedire l’arrivo di gas che dobbiamo importare. La coseguenza, se si unisce questa opposizione a quella dell’estrazione di quel poco di gas naturale che abbiamo nel nostro sottosuolo, è devastante.

Non vogliamo estrarre il nostro gas e non lo vogliamo importare. E la luce la sera la vogliamo accendere?

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